Quali sono le prime parole che ti vengono in mente se pensi alla parola libertà?

Le mie sono: viaggiare e motocicletta. Partire, andare, uscire dalla monotona prigione della vita quotidiana. Evadere dallo scontato, dall’abitudine. Partire e non sapere chilometro dopo chilometro cosa ti aspetta, quali panorami incrocerai, quali sfide ti aspetteranno, chi incontrerai, cosa mangerai, dove dormirai. Partire e lasciare le chiavi di casa… a casa. Andare lontano, senza sapere di preciso quando tornerai, lasciare la sicurezza di casa alle spalle, con il sorriso di chi non sa bene quello che gli spetta.
Per me libertà è questo.
La motocicletta è una passione che ho fin da piccolo, prima le moto da corsa; i poster delle supersportive, il motoGP, Valentino Rossi! La velocità, sognare le pieghe sull’asfalto gomito a terra… A sedici anni una Aprilia RS 125 1998 mi diede le prime emozioni di veloce libertà; sfuggire al traffico, seminare tutti gli scooter dei miei compagni, imparare a dosare acceleratore e freno, trovare il punto di corda e aprire il gas fino a sentire lo pneumatico posteriore perdere appena un po’ di aderenza e sentire il brivido… Le prime sensazioni di potersi lasciare tutto alle spalle.
Poi arrivò la Honda Africa Twin RD03 650 del 1989 di mio padre, praticamente una mia coetanea. Moto completamente diversa, un pesante enduro stradale inadatto alle curve in piega ma piuttosto un mulo da “combattimento” inarrestabile. Una moto che da necessità è divenuta passione. Per tre anni mi ha accompagnato a lavoro e in vacanza, Sardegna, Corsica e qualche uscita nel weekend. Ancora però non avevo pensato al grande viaggio e infatti due anni fa acquistai una Honda Hornet 600 del 2013. Moto divertente ma decisamente inadatta a viaggiare, uno sfizio per appagare la mia voglia di correre veloce ancora non del tutto soddisfatto.
Poi la folgorazione, improvvisa, necessaria. Devo partire di nuovo ma questa volta in motocicletta. Devo risentire il brivido dell’avventura per due anni assopito dal lavoro d’ufficio.
Sognando le imprese del CHE che a bordo della sua Norton 500 scopriva il Latinoamerica o di Giorgio Bettinelli a spasso per il mondo a bordo della sua Vespa, inizio ad immaginare un viaggio tutto mio.

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